Branzino e spigola sono lo stesso pesce?

In linea di massima sì, anche se ci sono alcune differenze.

Branzino e spigola sono lo stesso pesce?
Luglio 20, 2021 Ornella

Il branzino (Dicentrarchus labrax) noto più comunemente come spigola è un pesce appartenente alla famiglia delle Moronidae, che abita le coste dell’Italia e di tutto il Mediterraneo sino alle acque dell’Atlantico del nord. Ha origini antiche, la sua fama risale ai tempi di Aristotele, che per primo lo chiamò “lupo di mare”, per la sua voracità e abilità di caccia.

Qual è la differenza tra spigola e branzino? Sveliamo questo dubbio!

Pur essendo lo stesso pesce, si usano alternativamente i nomi spigola e branzino secondo due distinzioni: la prima “geografica”, la seconda di genere.

Nel nord Italia, infatti, si usa chiamare questo pesce branzino. Forse per “colpa” dei pescatori veneziani della laguna, che lo hanno sempre identificato come “frongina caghina” ovvero “pesce con le branchie a vista”. Dalla radice della parola “branchie” sarebbe nato poi il termine “branzino”.

Il nome spigola, usato invece al sud, potrebbe derivare al contrario dalla parola “spiga” con riferimento alle punte dei raggi della spina dorsale, acuta e tagliente, che ricorda uno spigolo.

Più pragmatica la differenziazione di nomenclatura rispetto al genere dell’animale: viene chiamato spigola se depone le uova e branzino quando le feconda come maschio.

branzino

Caratteristiche del branzino

Il branzino è un pesce molto vorace che si ciba prevalentemente di piccole prede, molluschi e gamberetti, ma può mangiare qualsiasi cosa trovi sul suo percorso. Per questo motivo viene definito pesce spazzino. In realtà, però, il branzino è un pesce molto pregiato e ricercato grazie alle sue carni magre e sode e con poche lische.

Le sue principali qualità sono sicuramente la leggerezza e la digeribilità.

Il branzino è un’ottima fonte di sali minerali, come ferro, fosforo e potassio. Ricco di vitamine A, B, D e di amminoacidi, tra cui lisina, arginina, acido aspartico e glutammico. Contiene anche diversi acidi grassi, tra i quali l’acido oleico e i preziosi omega 3 e omega 6.

pesce branzino

Come capire se è il branzino è fresco?

Bisogna sempre stare attenti quando si acquista il pesce fresco e non si conosce il fornitore. Ecco qualche trucchetto per valutare la reale freschezza quando siamo al banco del pesce:

  • l’occhio deve essere brillante, trasparente e leggermente prominente;
  • le branchie rosse ed umide. Le carni risultano toniche e sode;
  • le squame devono essere lucenti e ben attaccate alla pelle.

Attenzione se dopo una leggera pressione sulla carne resta un’impronta netta; se l’occhio è opaco ed infossato; se le branchie sono ingrigite e le squame si staccano con facilità, meglio non acquistare il prodotto.

Se invece parliamo di prodotto surgelato, l’alleata del consumatore è sempre l’etichetta. Nella quale è riportata, per legge, ogni informazione relativa alla tracciabilità del pesce secondo il rigido disciplinare D.L. 27 gennaio 1992, n. 110 “Attuazione della direttiva 89/108/CEE. Ne abbiamo parlato approfonditamente in un articolo dedicato alla differenza tra surgelare e congelare.

Branzino di mare o di allevamento: quali sono le differenze principali

Impariamo a distinguere il branzino di mare da quello d’allevamento seguendo alcune indicazioni base:

  • le dimensioni: una spigola d’allevamento pesa fra i 300 grammi e i 3 kg, mentre quella di mare raggiunge anche i 10 kg;
  • il colore: la spigola di mare ha riflessi color argento e una pinna caudale molto grande; quella d’allevamento, invece, è caratterizzata da colori più scuri e una pinna caudale più piccola;
  • il prezzo: per ovvi motivi, una spigola pescata in mare aperto ha un prezzo di vendita di circa 30-35 euro al kg, mentre una spigola d’allevamento costa quasi la metà, circa 15 euro al kg; se poi l’allevamento è estero, i costi si dimezzano ancora.

E in cucina? Come cucinarlo al meglio

Il branzino intero sopporta molto bene anche le cotture più violente senza diventare stoppaccioso. Il filetto di branzino può essere grigliato, brasato, fritto, arrostito al forno, cotto al cartoccio, al vapore, in umido o bollito o in qualsiasi altro modo. L’importante è cucinarlo in modo semplice per non sovrastare la delicatezza della sua polpa.

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